Il Trecento riscoperto

Presentazione del volume

Rimini, Chiesa di Sant'Agostino
20 Settembre ore 17:00

The event

Silvana Editoriale è lieta di invitarvi alla presentazione del volume Il Trecento riscoperto. Gli affreschi della chiesa di sant'Agostino a Rimini, con Introduzione di Antonio Paolucci, fotografie di Gilberto Urbinati e saggi di Daniele Benati e Alessandro Giovanardi.

Programma:

Saluti
Don Vittorio Metalli (Parroco della chiesa di Sant'Agostino)
S.E. Mons. Francesco Lambiasi (Moderatore dell'ISSR e Vescovo di Rimini)
Linda Gemmani (Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini)
Emilio Di Castro (Responsabile commerciale Crédit Agricole Italia)

Intervengono
Gli affreschi riscoperti
Antonio Paolucci (Storico dell'Arte, già Direttore dei Musei Vaticani)

La bellezza, tra arte e fede
Vito Mancuso (Teologo e scrittore)

Un rinnovato sguardo storico-artistico
Daniele Benati (Università degli Studi di Bologna)

La prospettiva teologico-simbolica
Alessandro Giovanardi (ISSR "A. Marvelli")

Fotografare il Trecento Riminese
Gilberto Urbinati (Fotografo di Beni Culturali)

Coordinatore
Natalino Valentini (Direttore dell'ISSR "A. Marvelli")

Info
Evento Facebook

The book

Coperti alla fine del XVI secolo e riapparsi sotto uno strato d’intonaco in seguito al terremoto del 1916, gli affreschi della chiesa riminese nota come Sant’Agostino, ma dedicata a San Giovanni Evangelista, rappresentano una delle testimonianze più alte e precoci della cosiddetta scuola riminese del Trecento. A partire da tali testimonianze, che coniugano l’influenza di Giotto, attivo in città negli ultimi anni del XIII secolo, con l’ascendente di una più antica cultura adriatico-orientale di matrice bizantina, Rimini si configurò ben presto come un importante centro di produzione artistica, in grado di irradiare la sua influenza in un contesto geografico che, oltrepassando i confini locali, dalla Romagna si estese alle Marche e al Veneto.
Il volume, frutto di una meticolosa campagna fotografica che documenta nella loro interezza gli affreschi e di una duplice rilettura critica sotto il profilo sia storico-stilistico sia teologico-simbolico, costituisce un invito a conoscere e a contemplare, oggi, tutta la mirabile bellezza di quello che appare come un vero e proprio “Trecento riscoperto”.