Guido Harari

Wall of Sound

Pesaro, Palazzo Montani Antaldi
dal 11 Giugno al 30 Settembre 2019

The exhibition

In occasione dell’apertura al pubblico del museo dedicato al celebre compositore Gioacchino Rossini, la città di Pesaro dedica un ulteriore omaggio al mondo della musica attraverso la mostra di Guido Harari, uno dei massimi fotografi contemporanei di musica, autore di celebri ritratti e notissime copertine di dischi di artisti che spaziano dal rock, al jazz, alla musica classica.
L’esposizione, dal titolo Wall of Sound è curata da Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, e organizzata in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti di Parma. Dall’11 giugno all’8 settembre presenta, attraverso 53 fotografie, un’ampia panoramica del lavoro di Harari che, in più di quarant’anni di attività, ha immortalato musicisti del calibro di Fabrizio De André, di cui è stato uno dei fotografi personali, Lou Reed, Giorgio Gaber, Bob Dylan, Vinicio Capossela, Kate Bush, Vasco Rossi, Peter Gabriel, Enzo Jannacci, Riccardo Muti, Miles Davis e tanti altri.
Un dialogo tra passato e presente che accosta il genio di Rossini, artista acclamato a livello internazionale dai suo contemporanei, e i miti dei nostri tempi.

The catalogue

Guido Harari possiede il raro talento di riuscire a cogliere la personalità dei musicisti in qualsiasi condizione; accade con la Fender Telecaster alzata verso il cielo da Bruce Springsteen o con le contorsioni di Iggy Pop, con il sonnellino di Fabrizio De André, con il ritratto “assai compreso di sé” di Philip Glass o quello “ispirato” – gli occhi al cielo – di Jan Garbarek.

In ciascun caso il risultato finale è una fotografia iconica, pronta a depositarsi subito nell’immaginario collettivo no a smarrire persino la propria connotazione cronologica.

Guido Harari possesses a rare talent of capturing the personality of a musician in any situation; so it goes with Bruce Springsteen lifting up his Fender Telecaster, with Iggy Pop’s contortions, with Fabrizio De André napping, with Philip Glass’ “fully self-aware” portrait and with the “inspired” one of Jan Garbarek – eyes raised skywards.

And each time, the end result is an iconic image ready to take its place within the collective imagination, so much so as to lose its chronological connotation.

Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria, giugno / June - agosto / August 2018