Emozione Barocca. Il Guercino a Cento

Cento (FE), Pinacoteca San Lorenzo | Rocca
dal 9 Novembre 2019 al 13 Aprile 2020

The exhibition

La mostra presenta 27 dipinti, 32 affreschi e 20 disegni, opere in gran parte appartenenti al patrimonio culturale cittadino, mai più esposti al pubblico dopo il terremoto del 2012, come le tele della Cappella Barbieri della Chiesa del Rosario, cappella di famiglia del pittore ricostruita all’interno del percorso espositivo, insieme ad altre opere della Pinacoteca Civica di Cento, attualmente inagibile.
Il percorso espositivo, che parte dalla Pinacoteca San Lorenzo, si apre con i lavori di tre maestri cui il Guercino guardò con particolare interesse negli anni dei suoi esordi: Ludovico Carracci (Madonna in trono e Santi, dalla Pinacoteca civica di Cento), vero modello per il pittore di Cento e di cui l’anziano artista bolognese fu fervente sostenitore e appassionato ammiratore, Carlo Bononi (I Santi Lorenzo e Pancrazio, dalla chiesa di San Lorenzo a Casumaro, frazione di Cento) uno dei protagonisti della pittura del Seicento da cui apprese il senso plastico delle forme e il ferrarese Scarsellino dal quale imparò il cromatismo della pittura veneta.

Un’importante porzione della mostra verrà riservata nella Pinacoteca San Lorenzo alla ricca collezione di disegni di Guercino di proprietà della Pinacoteca Civica di Cento, e altri fogli che provengono da collezioni private e istituti bancari che documentano la sua straordinaria capacità inventiva e il suo innato talento grafico.

Alla Rocca il visitatore sarà poi accompagnato tra le opere giovanili del Guercino, caratterizzate da una grave forza chiaroscurale, da intensi contrasti cromatici e da una pittura che risente del tonalismo di scuola veneziana. Saranno esposti un nucleo rilevante di affreschi, oltre al ciclo decorativo che Il Guercino e i suoi allievi hanno eseguito nella Casa Benotti a Cento.

The catalogue

Cento e il Guercino costituiscono un binomio inestricabile. Lo sapeva bene Johann Wolfgang Goethe quando nel 1786 si recò appositamente a Cento per rendere omaggio alla patria del Guercino e annotò nel suo diario che il suo era “un nome sacro tanto sulle labbra dei fanciulli che degli adulti”. Salito sul campanile della chiesa di San Biagio, il grande scrittore era stato colpito dalla vista di “una piccola e simpatica città, ben costruita, piena di movimento e di vita, linda, in mezzo a una pianura tutta coltivata a perdita d’occhio” e poi, davanti ai dipinti eseguiti dal pittore per le chiese cittadine, ne aveva apprezzato il carattere “intimamente esperto, virilmente integro, senza forzature”, rimarcando la piena sintonia con l’attitudine serenamente attiva e intraprendente dei suoi concittadini.
Nonostante le perdite subite in seguito alle spoliazioni di epoca napoleonica, Cento conserva tuttora uno straordinario nucleo di dipinti di Giovanni Francesco Barbieri (Cento, 1591 - Bologna, 1666), affettuosamente soprannominato il Guercino per il suo pronunciato strabismo: si tratta non solo di pale da altare, ma anche di affreschi staccati dalle case dei benestanti centesi (i Pannini, i Benotti) e di disegni pervenuti alle raccolte comunali. A tale nucleo – che comprende capolavori assoluti del barocco italiano, come il Cristo risorto che appare alla Madre (1628-1630) o le tele poste a decorazione della cappella di famiglia nella chiesa del Santissimo Rosario (1643-1645) – si affianca in questo volume l’esame di altri dipinti eseguiti dal pittore per altre destinazioni, così da ricostruire il suo intero percorso, che dal corposo naturalismo della fase giovanile giunge all’eleganza composta degli anni estremi.

Cento, Pinacoteca San Lorenzo | Rocca, novembre 2019 - febbraio 2020