Svenja Deininger

Two Thoughts

Reggio Emilia, Collezione Maramotti
dal 8 Marzo al 6 Dicembre 2020

The exhibition

La Pattern Room della Collezione Maramotti ospita Two Thoughts, mostra personale di Svenja Deininger che raccoglie un ciclo di nuove opere pittoriche concepite specificamente per questo progetto e in dialogo con quattro dipinti degli anni Venti dell’avanguardista polacco Władysław Strzemiński,in prestito dal Muzeum Sztuki di Łódź.
Partendo da un quadro del 2018 acquisito dalla Collezione Maramotti e prendendo spunto dalla ricerca di Strzemiński e dalle sue Architectural Compositions realizzate quasi un secolo fa, Deininger ha lavorato su numerose opere contemporaneamente per giungere alla selezione finale dei dipinti, alla “frase” che essi compongono sulle pareti della sala.
Deininger concepisce infatti le sue opere all’interno di un processo ininterrotto: ogni dipinto, sul quale lavora anche per lungo tempo, non è un’entità conclusa, ma un tassello del discorso creativo che conduce l’artista a visualizzarne la collocazione in un contesto spaziale definito. Affine alla generazione di unità lessicali e alla contemporanea elaborazione di una loro sintassi, il processo creativo di Deininger prende forma attraverso passaggi successivi e pazienti sulla superficie di ogni singola opera e si sviluppa nei rapporti tra i diversi dipinti.

The catalogue

Il volume documenta il progetto artistico realizzato dalla pittrice Svenja Deininger (Vienna, 1974) per la Collezione Maramotti di Reggio Emilia.
Si tratta di un ciclo di opere pittoriche ispirate al lavoro dell’artista polacco Władysław Strzemiński, protagonista dell’Avanguardia storica degli anni venti, di cui sono documentati quattro dipinti del Muzeum Sztuki di Łódź: nella sua opera, pur lontana dal punto di vista storico e teorico, Svenja Deininger riconosce un’affinità formale inaspettata e una comune profonda ricerca sull’essenza della visione e della pittura.
Le composizioni di linee e colori dell’artista austriaca rimandano a una dimensione astratta, ma il suo immaginario attinge a una realtà di forme e oggetti concreti, che sono trasposti e ibridati sulla tela. L’apparenza piatta della superficie delle opere è spesso scardinata da un’osservazione attenta, che rivela diversi livelli di profondità e texture, ottenuti dall’artista mescolando gesso, polvere di marmo o colla ai colori a olio.
Il volume include contributi critici di Luigi Fassi e Paulina Kurc-Maj, insieme a scritti teorici di Władysław Strzemiński tradotti qui per la prima volta dal polacco.

Reggio Emilia, Collezione Maramotti, marzo - dicembre 2020