Pier Paolo Pasolini

Non mi lascio commuovere dalle fotografie

Genova, Palazzo Ducale
dal 30 Novembre 2021 al 27 Marzo 2022

The exhibition

Pier Paolo Pasolini è stato probabilmente l’intellettuale più scomodo, acuto e controverso del secondo Novecento italiano. Scrittore, opinionista, giornalista e regista, ha dispiegato il suo pensiero in una moltitudine di opere e documenti e il suo lascito intellettuale lo rende una delle figure cardine del dibattito culturale nazionale e internazionale del secondo dopoguerra.

A ridosso del centenario della sua nascita (Bologna, 1922) la mostra di Palazzo Ducale vuole riportare l’attenzione sulla figura di Pier Paolo Pasolini e le sue principali esperienze personali, culturali e professionali attraverso il mezzo della fotografia. Pasolini è stato infatti uno dei personaggi pubblici più fotografati del suo tempo, e molti di questi scatti sono divenuti ormai immagini iconiche del poeta.

Il percorso espositivo intende far conoscere e approfondire la conoscenza della sua vita e della sua esperienza professionale: una iniziativa culturale che nasce dalla volontà di continuare ad alimentare, soprattutto nelle giovani generazioni, un confronto con il lascito intellettuale di Pasolini, pur nella consapevolezza dell’immenso lavoro di ricerca presente ed associato ad ogni ambito del suo impegno.

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The catalogue

Pier Paolo Pasolini (1922-1975) è stato probabilmente l’intellettuale più intransigente, acuto e scomodo del secondo Novecento italiano. Nelle vesti di poeta, scrittore, giornalista, opinionista, attivista e regista ha dispiegato il suo pensiero in una moltitudine di opere e documenti che lo rendono una delle figure cardine del dibattito culturale nazionale e internazionale del secondo dopoguerra. Il suo antico volto ci parla di una personalità per certi versi riservata, schiva, distante, ma per altri aspetti appassionatamente tesa a immergersi nel magma della realtà, facendosene coinvolgere e travolgere, fino all’estremo. Il volume rappresenta un tentativo per provare a cogliere la complessità che ha animato la sua vita. Non un progetto per abbagliare, ma per cercare di costruire intimità fra quello che ci ha lasciato e quello che noi siamo.