Ruota a ruota

Storie di bici, manifesti e campioni

Treviso, Museo nazionale Collezione Salce
dal 26 Maggio al 2 Ottobre 2022

The exhibition

La Direzione Regionale Musei Veneto del Ministero della Cultura propone la grande epopea della bicicletta così come raccontata dai preziosi manifesti patrimonio della Collezione Salce. A firmare le affiches che Elisabetta Pasqualin ha selezionato per questa ricca esposizione, sono artisti come Dudovich, Mazza, Malerba, Ballerio, Villa, Alberto Martini, Codognato, Boccasile. Vale a dire molti tra i maggiori protagonisti della storia dell’illustrazione e dell’arte italiana del secolo passato.
Dalle bici illustrate a quelle che hanno scritto la storia recente del ciclismo. In mostra, infatti, ci saranno anche alcune delle biciclette della collezione Pinarello che hanno portato alla vittoria campioni in tutte le grandi classiche del ciclismo mondiale.

Quando, poco più di due secoli fa, il barone Karl von Drays inventò la bici – all’epoca di legno e senza pedali, dotando di sterzo un primo rudimentale modello del 1791 del conte francese De Sivrac - certo non immaginava che quel suo “attrezzo” sarebbe diventato il più popolare mezzo di trasporto del pianeta. E ancora meno dovette supporlo Leonardo, che nel Codice Atlantico – correva l’anno 1490 - schizzò qualcosa di molto simile alla bicicletta. Di sicuro nessuno dei due poteva supporre che gli eredi di quei loro prototipi avrebbero avuto un peso così importante nella storia sociale del mondo, influendo sul costume, sui viaggi, sul turismo, sul processo di emancipazione della donna, sull’economia. Valga, per fermarci all’ambito trevigiano, il caso della Menon, “Fabbrica di velocipedi in acciaio su commissione” e poi di vetturette, che agli inizi del ‘900 valeva quanto la Fiat, segnando l’inizio di una produzione che, passando poi per la Carnielli e la Bottecchia, porta oggi alla Pinarello, che in questa mostra allinea una illustre serie di sue creazioni.

Due le sezioni principali del percorso espositivo: da una parte lo sport e l’agonismo, con i suoi protagonisti, le produzioni, i marchi e l’esposizione di pezzi storici della collezione Pinarello. Dall’altra gli aspetti sociali: le donne, il costume, i viaggi, il turismo, appunto.
“La “terrazza” – anticipa la curatrice Elisabetta Pasqualin - accoglierà la sezione dedicata allo sport: verranno esposti i manifesti della collezione Salce, che abbracciano un arco temporale che va dai primi del ‘900 al 1955 circa e che illustrano la nascita delle principali industrie: Cicli Maino, con Costante Girardengo, Torpedo con Alfredo Binda e Georges Ronsse, Olympia, Maino, Atala con Ganna, Pavesi e Galletti, poi Piave, Prinetti e Stucchi poi solo Stucchi, Bianchi con Gaetano Belloni, Menon di Roncade, ed altri. Una parte sarà dedicata alle gare ciclistiche locali e nazionali: dal Trofeo Rinascente (1949) ai Campionati del mondo (1939 e 1951), alla cartina del Giro d’Italia (1922) con le immagini dei più grandi ciclisti (e così gli italiani impararono la geografia della propria nazione!)”.
Seguirà una sezione speciale sulla storia dell’industria ciclistica italiana con l’esposizione di biciclette della collezione Pinarello: biciclette che hanno scritto una pagina di storia del ciclismo italiano, accompagnandosi a molti prestigiosissimi successi. Saranno esposte 15 biciclette, con relativi pannelli esplicativi e immagini del campione a esse legato”.
A piano terra troverà spazio una sezione dedicata alla società e alla socialità, che abbraccia un arco temporale che va dalla fine dell’800 agli anni ’40 del Novecento. Sono rappresentate anche le prime industrie straniere, come Townend Cycles (1896), Rambler Bicycles (1900) oltre a quelle italiane, come Maino, Stucchi, Dei, e molte altre.

Info

The catalogue

Il volume propone la grande epopea della bicicletta così come raccontata dai preziosi manifesti, patrimonio della Collezione Salce. A firmare le affiches selezionate sono artisti come Villa, Ballerio, Alberto Martini, Dudovich, Codognato, Mazza, Malerba, Boccasile, molti tra i maggiori protagonisti della storia dell’illustrazione e dell’arte italiana del secolo passato. Le case di produzione di biciclette, infatti, si affidarono all’arte della pubblicità per immagini di comunicazione che divennero allora specchio e oggi documento delle trasformazioni culturali della società.
Da invenzione per pochi a mezzo di locomozione di massa, la bicicletta ha accompagnato il nascere di una nuova industria, ha promosso le prime forme di turismo popolare e nuove forme di socialità. Porta con sé qualcosa di rivoluzionario, inneggia a nuove libertà, affascina per la sua modernità. Quando l’Italia si trova davanti a nuovi modelli di industrializzazione, la bicicletta diventa il mezzo per recarsi al lavoro.
Sulle biciclette sfrecciano atleti di cui vengono esaltati la forza e il valore, la passione e il coraggio: eroi che contribuiscono a creare quell’identità nazionale che si esalta nelle imprese di campioni come Girardengo, Coppi e Bartali. Le grandi corse a tappe, prima tra tutte il Giro d’Italia, sono state un collante che ha unito il Paese, mostrandone le bellezze mentre si raccontavano le gesta dei corridori.
Dalle bici illustrate a quelle che hanno scritto la storia recente del ciclismo: conclude il volume, infatti, una rassegna di alcune delle biciclette della collezione Pinarello che hanno vinto nelle più grandi competizioni nazionali e internazionali.