Bernardo Bellotto

1740, viaggio in Toscana

Lucca, Fondazione Ragghianti
dal 12 Ottobre 2019 al 6 Gennaio 2020

The exhibition

La mostra dell’autunno della Fondazione Ragghianti di Lucca, dedicata al pittore veneziano Bernardo Bellotto (1722-1780), nipote di Canaletto, è al contempo un grande evento espositivo e una mostra di studio, presentandosi come un’occasione unica per ammirare alcune opere preziosissime e rare mai viste insieme, tra cui il più importante dipinto della storia avente come soggetto la città di Lucca (nella foto di apertura, Piazza San Martino con la cattedrale), capolavoro di Bellotto, e cinque suoi disegni, sempre di soggetto lucchese, prestati straordinariamente dalla British Library.
Non appena il giovane Bellotto iniziò a viaggiare fuori da Venezia – e il soggiorno in Toscana è il primo e fondamentale a questo riguardo – sviluppò il proprio stile espressivo in maniera originale, accentuando il rigore prospettico e il realismo della rappresentazione. I più recenti studi archivistici hanno permesso di datare questo viaggio di Bellotto al 1740, due anni prima rispetto a quanto si ritenesse, evidenziandone così l’importanza come manifesto della precocità artistica del pittore, allora diciottenne. La documentazione riscoperta consente anche di vedere in lui il pioniere della pittura di veduta a Firenze e a Lucca, al servizio dell’aristocrazia toscana.

The catalogue

Primavera 1740. Bernardo Bellotto (1722-1780), nipote e allievo di Canaletto (1697-1768), parte diciottenne per la Toscana. Un intreccio di idee coraggiose e intelligenti è all’origine di questo viaggio. La prima, e fondamentale, è quella di creare nella Toscana dei Lorena il vedutismo, il più internazionale dei generi artistici del momento, architettata dal marchese Andrea Gerini (1692-1766), eccelso collezionista fiorentino, con l’amico veneziano Anton Maria Zanetti di Girolamo (1680-176l), conoscitore e antiquario. La seconda è la volontà di conferire al nascente vedutismo fiorentino del Settecento la modernità illuminista di Canaletto, invitando a Firenze il suo alter ego, come maestro di prospettiva e di tecnica pittorica e d’esempio per Giuseppe Zocchi (1717-1767). Affidare questa impresa a un artista giovanissimo significava riconoscere il suo genio: ma Zanetti, mecenate di Bellotto, uno dei personaggi più abili, brillanti e innovativi nel mondo culturale del Settecento, era infallibile nelle sue intuizioni.
Bellotto supera la prova da ambizioso pittore illuminista e all’avanguardia, creando per la nobiltà toscana le vedute più emblematiche di Firenze e Lucca (dove si reca in autunno, prima di far ritorno a Venezia), per la prima volta riunite in mostra assieme alla serie di eccezionali disegni di Lucca raccolti dal re Giorgio III d’Inghilterra: immagini di grande bellezza e di un peculiare rigore prospettico e documentario.
Questo volume racconta la straordinaria avventura toscana di Bellotto, quasi giorno per giorno, con le opere e i documenti che la accompagnano, inizio e punto di partenza della sua carriera di grande pittore europeo del Settecento.

Lucca, Fondazione Ragghianti, ottobre 2019 - gennaio 2020