Giacometti - Fontana

La ricerca dell'assoluto

Firenze, Museo Novecento e Palazzo Vecchio
dal 2 Marzo al 4 Giugno 2023

Alberto Giacometti, "L’Homme qui marche I", 1960, bronzo
Fondation Marguerite et Aimé Maeght
Photo Claude Germain – Archives Fondation Maeght (France)
The exhibition

Dal 2 marzo al 4 giugno 2023, Palazzo Vecchio e il Museo Novecento di Firenze ospitano la mostra Giacometti – Fontana. La ricerca dell’assoluto, a cura di Chiara Gatti e Sergio Risaliti. Un dialogo inedito e potente che, grazie al confronto straordinario tra capolavori di collezioni italiane e internazionali, presenta l'incontro ideale e potente fra due giganti del Novecento.

La mostra si propone come un doppio appuntamento che si snoda tra gli spazi monumentali del Museo di Palazzo Vecchio (in particolare nella Sala delle Udienze e nella Sala dei Gigli) e le sale delle ex Leopoldine del Museo Novecento. Al centro dell'esposizione, la ricerca ostinata di due tra gli artisti più innovativi ed influenti del Novecento: Alberto Giacometti e Lucio Fontana, due maestri protagonisti di un viaggio parallelo, che con le loro opere innescarono importanti riflessioni attorno al concetto di forma e materia, in bilico fra la dimensione primordiale del tempo e quella cosmologica dello spazio.
Il progetto offre al pubblico un confronto mirato fra le opere dei due artisti, volto a dimostrare i punti di tangenza e i contatti virtuosi frutto di un sentimento condiviso sbocciato sullo sfondo di un’epoca afflitta dagli interrogativi sull’uomo e il suo ruolo nell’universo. Le riflessioni di Fontana e Giacometti hanno come punto di contatto l'indagine antropologica, guardando al mondo come ad un luogo di passaggio. Entrambi tentano inoltre di rappresentare l'immateriale attraverso la materia, che viene logorata da Giacometti e forata da Fontana.

The catalogue

Il volume intende indagare affinità e punti di tangenza tra Lucio Fontana e Alberto Giacometti, due pilastri dell’arte del Novecento, le cui opere sono poste al centro di un dialogo inedito e sorprendente. Figure dalle indoli opposte, ma accompagnate dalla stessa magnifica ossessione per l’invisibile che è dentro e fuori di noi, Giacometti e Fontana lavorano la materia alla ricerca dell’assoluto. Sigillando l’eterno dentro i confini del modellato, la pratica di entrambi si impernia sul gesto e la manipolazione, sulla concentrazione e la rinuncia alla forma definitiva. È uno struggente senso del sacro a nutrire il loro slancio verso l’insondabile mistero dell’esistenza: una tensione spesso tradotta in indagine sul valore formale e semantico del vuoto, inteso come allegoria di una possibilità oltre il visibile.