Zappettini

Pensare in termini di pittura

  • Series Fondazione VAF
  • Edited by Volker W. Feierabend
  • Binding Hardcover
  • Size 23 x 27 cm
  • Pages 394
  • Illustrations 350 a colori, 30 in b/n
  • Language Italian, German
  • Year 2007
  • ISBN 9788836609888
  • Price € 40,00
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Abstract

La monografia, edita per la collana della Fondazione VAF, è dedicata a Gianfranco Zappettini (Genova, 1939), di cui viene ripercorsa e analizzata cronologicamente l’intera produzione artistica, dagli anni settanta a oggi.

I testi critici, di Marco Meneguzzo e Volker Feierabend, offrono un’attenta lettura delle opere di Zappettini, a cominciare dalla stagione della Pittura Analitica, un movimento che fonda la sua ricerca sull’analisi dei processi artistici derivata dall’Arte concettuale, e a cui Zappettini, uno dei protagonisti, contribuirà anche con numerosi scritti, pubblicati su riviste italiane e straniere.

Sulla scia di Malevic e di Robert Ryman, avvia la realizzazione di una serie di quadri il cui protagonista è il colore bianco, steso con ampie campiture variamente sovrapposte.

A questa produzione – con cui si afferma a livello internazionale, come testimonia l’invito nel 1977 a Documenta 6 di Kassel – Zappettini affianca un nuovo filone d’indagine, ovvero il rapporto tra pittura e fotografia.

Nel decennio successivo l’artista vive un periodo di riflessione e ripiegamento interiore, che lo porterà ad allontanarsi dal sistema dell’arte internazionale e a produrre quadri completamente diversi, di natura più figurativa. Solo negli anni novanta si riapproprierà del linguaggio che lo aveva caratterizzato in precedenza, dando avvio a una produzione pittorica profondamente rinnovata, che prosegue tuttora, dominata dal colore blu, simbolo di una purezza quasi astratta e senza tempo. Il catalogo delle opere è completato da un’appendice con testi e lettere di Zappettini. Concludono il volume apparati bio-bibliografici.

Die Monografie der Reihe der VAF-Stiftung widmet sich dem Vertreter der analytischen Malerei Gianfranco Zappettini (geb. in Genua 1939).

Er etablierte sich international (z.B. Dokumenta 6 in Kassel) durch eine Reihe von Ryman und Malewitsch inspirierten Gemälden, bei denen er weiße Farbe in großen Schwüngen überlappend auf eine ursprünglich schwarz präparierte Leinwand auftrug, bis das Schwarze überdeckt war. In den 1980ern zog er sich von der Kunstwelt zurück und beschäftigte sich mit figurativer Malerei, um dann in den 1990ern wieder zur analytischen Malerei zu finden, wobei seine Werke zunächst das Blaue als Symbol einer nahezu abstrakten Reinheit dominiert.

Mit zahlreichen Abbildungen, Aufsätzen und Briefen von Zappettini, bio-biobliografischen Apparat sowie Essays von Feierabend und Meneguzzo.