Alik Cavaliere

Catalogo delle sculture

  • Edited by Elena Pontiggia
  • Binding Hardcover with jacket
  • Size 25 x 29 cm
  • Pages 448
  • Illustrations 400 a colori
  • Language Italian
  • Year 2011
  • ISBN 9788836618668
  • Price € 90,00  € 76,50
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Abstract

L’opera di Alik Cavaliere, ripensata oggi in tutta la sua complessità, ci appare come una meditazione sulla natura e sulle cose tra le più vaste della scultura del dopoguerra.

Nella sua ricerca Alik ha considerato l’uomo, avvicinandosi a una filosofia che potremmo definire esistenziale; ha osservato la natura nel suo slancio vitale, nella sua vulnerabilità, nelle sue metamorfosi; ha riflettuto sul rapporto fra l’arte e la memoria, il cosmo e il caos, la verità e l’artificio. Se più di un artista si è definito pictor-philosophus, Alik ha incarnato la figura, più rara, dello sculptor-philosophus, tra i più profondi e insieme lievi e ironici della sua generazione. Pochi artisti, come lui, hanno allargato lo sguardo su tanti temi. E il dato è ancora più singolare se pensiamo che il suo lavoro non si traduce mai in un contenutismo letterario, in un concettualismo disinteressato all’esecuzione dell’opera, ma coltiva un’attenzione ostinata alla concretezza della scultura e alla suggestione dei vari materiali.

Il catalogo delle opere, suddivise per lustri, è introdotto da un saggio critico di Elena Pontiggia, ed è completato da dettagliati apparati biobibliografici.

Alik Cavaliere nasce da Alberto Cavaliere, calabrese, chimico e poeta, e Fanny Kaufmann, scultrice russa di religione ebraica, emigrata in Italia dopo la Rivoluzione Russa. Cresciuto tra Roma e Parigi si stabilisce nel 1938 a Milano. Dopo il liceo si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Brera. Qui conosce Giacomo Manzù, Achille Funi, Dario Fo e Marino Marini di cui diventa

prima l'assistente e poi il successore alla cattedra di Scultura. La prima esposizione risale al 1945 durante una mostra collettiva di giovani artisti. La prima mostra personale si tiene nel 1951 presso la Galleria Colonna a Milano.

Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1964 e nel 1972. Svolge la sua attività didattica per oltre 30 anni presso l'Accademia di Brera di cui diventa anche Direttore. È sepolto presso il Cimitero Monumentale di Milano.