L’immaginario dell’Aldilà nel Giudizio finale di Mar Musa al-Habashi (Nebek, Siria)

Author: Maria Raffaella Menna
Abstract

Le pitture della chiesa del monastero di Mar Musa al-Habashi (Nebek, Siria), portate alla luce fra il 1987 e il 1994 e i molti altri dipinti scoperti in anni recenti in Siria e in Libano mostrano la vivacità della produzione artistica delle comunità arabo-cristiane in epoca crociata. Le pitture rivelano oltre ai legami con la tradizione bizantina, contatti con i regni latini, ma anche l’interazione con l’ambiente islamico, nel quale le comunità arabo-cristiane sono immerse da secoli e con il quale condividono la lingua.
Alcuni temi del Giudizio finale di Mar Musa, dipinto nel 1208-1209, si rivelano particolarmente interessanti in questa direzione. Nell’inferno è presente l’inusuale tormento del freddo, raffigurato in due registri con fiocchi di neve-ghiaccio, tormento che non è presente nella tradizione testuale e figurativa bizantina; ad esso si aggiunge il tormento dei serpenti che è raffigurato solo in due casi in Cappadocia.
Entrambi i castighi caratterizzano l’immaginario dell’aldilà del mondo islamico, descritti nella narrazione del viaggio notturno (isra¯’) e nell’ascensione (mi‘ra¯j) del Profeta. Si fa strada l’ipotesi che questi motivi, così insoliti, siano stati inseriti a Mar Musa non perché fossilizzate varianti locali, ma perché parte di un immaginario familiare anche ai musulmani, al fine di promuovere la condivisione del luogo. A sostegno di questa lettura sono il clima culturale della rinascita della chiesa siro-ortodossa, l’ecumenismo del patriarca Michele il Siro e quanto avveniva nella vicina Saydnaya, nella chiesa di Nostra Signora, dove cristiani e musulmani condividevano il culto per l’icona della Vergine.

PAROLE CHIAVE: Pittura, Giudizio finale, Siria, arabo-cristiano, Mar Musa al-Habashi

ENGLISH
The Imagery of the Other World, in the Last Judgement of Mar Musa al-Habashi (Nebek, Syria)

The paintings in the church of the monastery of Mar Musa al-Habashi (Nebek, Syria) – brought to light in restorations conducted between 1987 and 1994 – and the numerous other paintings recently discovered in Syria and Lebanon reveal the vivacity of the artistic production in the Arab-Christian communities in the Crusades era. The paintings highlight not only the link with the Byzantine tradition, but also contacts with Latins and interactions with the Islamic environment in which Arab-Christian communities have been immersed for centuries, and with which they share the same language.
Several themes from The Last Judgement in Mar Musa, painted in 1208-1209, are particularly interesting in this regard. In Hell, the unusual punishment by torment of cold is painted in two registers with snowflakes, which is absent in the textual and figurative Byzantine tradition; to this, is added the punishment by torment of snakes which can be only found in two cases in Cappadocia.
Both punishments depict the imagery of the afterlife according to the Islamic tradition described in the narration of the night journey (isra¯’) and ascension (mi‘ra¯j) of the prophet Muhammad.
The hypothesis that these iconographic motifs in Mar Musa were included because they are part of the imagery also familiar to Muslims to promote the sharing of the place – i.e., the monastery of Mar Musa – is suggested instead of considering those themes as old and fossilized local themes.
The cultural climate surrounding the re-birth of the Syro-Orthodox church, the ecumenism of patriarch Michael the Syrian, and all the events that took place in neighbouring Saydnaya, in the church of Our Lady, where both Christians and Muslims shared the cult of the icon of the Virgin, support this theory.

KEYWORDS: Painting, Last Judgement, Syria, Arab-Christian, Mar Musa al-Habashi

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