Ancora sul polittico giottesco di S. Reparata

Author: Giorgio Bonsanti
Abstract

Il cosiddetto polittico di S. Reparata, dipinto sulle due facce, che si trova in una cappella dell’abside del duomo di Firenze, viene comunemente ritenuto un’opera di Giotto o di suoi collaboratori, databile fra il 1305 e il 1315. Esso decorava probabilmente l’altar maggiore della precedente cattedrale dedicata a S. Reparata, distrutta nel Trecento per fare posto al duomo nuovo. All’epoca della consacrazione della chiesa (1439), il polittico era stato collocato nella cripta di S. Zanobi, che si trova sotto l’altare in fondo alla chiesa (Bonsanti, nel catalogo della mostra Giotto, l’Italia, Milano 2015). Dopo la Mostra giottesca del 1937 il dipinto fu trasferito nell’ubicazione attuale. Prima del moderno restauro (1985-1986) le condizioni conservative lo avevano reso a malapena leggibile; dopo il restauro ne fu possibile una valutazione oggettiva. Il noto restauratore Alfio Del Serra, autore dell’intervento, scrisse nel catalogo della mostra in cui il polittico fu presentato dopo il restauro (Firenze 1986), che le sue condizioni conservative erano molto gravemente compromesse e che l’opera era poco più che una larva. Con il passare degli anni però parve all’autore del presente contributo, che all’epoca, come direttore dell’Ufficio Restauri della Soprintendenza di Firenze aveva disposto il restauro, che tale giudizio non rispondesse allo stato delle cose. Una riconsiderazione del problema, favorita infine anche dall’esposizione alla mostra di Milano (2015) e dall’esecuzione di riprese in riflettografia IR e a RX ad opera dell’Opificio delle Pietre Dure, ha condotto a concludere che l’opera in realtà si trova in uno stato di conservazione molto meno compromesso di quanto aveva scritto Del Serra, tanto da essere ben valutabile nei suoi parametri storico-critici. Il presente contributo conclude le ricerche dell’autore sul polittico presentando le sue conclusioni quanto alle condizioni conservative e alle vicende storiche dell’opera, mentre per gli aspetti storico-artistici si rimanda ai contributi precedenti suoi e degli altri studiosi.

PAROLE CHIAVE: Giotto, Firenze S. Reparata, Firenze S. Maria del Fiore, pittura, Gotico, conservazione, restauro, Alfio del Serra

ENGLISH
Once Again about the Polyptych of St. Reparata by Giotto’s Workshop

The so-called polyptych of St. Reparata, painted on both sides, to be found at present in an apsidal chapel of Florence cathedral, is commonly thought of as a work by Giotto or collaborators, at about 1305-1315. It probably used to be the decoration of the high-altar of the previous cathedral dedicated to St. Reparata, destroyed in the 14th century in order to make place for the new one. By the time of the new church consecration (1439), the polyptych had already been placed in the crypt of St. Zanobi, located just under the altar at the end of the church (Bonsanti, in the catalogue of the exhibition Giotto, l’Italia, Milan 2015). After the Mostra giottesca of 1937 the painting was transferred to the present location. Before the modern restoration (1985-1986), its conditions had made it barely legible; after the restoration, a new objective evaluation was possible. The well-known restorer Alfio Del Serra, the author of that intervention, wrote in the catalogue of the exhibition, presenting the polyptych after the restoration (Florence 1986), that its preservation was very strongly compromised and that it was a sort of a phantom. As years went by, it appeared on the other hand to the author of the present contribution, who, in his capacity of director of the Ufficio Restauri (Restorations Office) of Florence Soprintendenza, had ordered the restoration, that such a judgement did not match the true state of things. Renewed observations and considerations, also favoured by the polyptych exhibition in Milan and by a new IR and XR campaign done at the Opificio delle Pie­tre Dure, led to the conclusion that its preservation is much less compromised than Del Serra had it, so that an evaluation of its artistic-historical parameters is fully feasible. The present contribution concludes the author’s studies and research on this artwork, presenting his conclusions regarding the preservation and historical vicissitudes of the polyptych, while for the artistic-historical aspects one can be readdressed to his and other authors’ previous contributions.

KEYWORDS: Giotto, Florence S. Reparata, Florence S. Maria del Fiore, Painting, Gothic, Conservation, Restoration, Alfio del Serra

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