Un problema controverso: la Lombardia tra influssi ‘bizantini’ e contesto europeo

Author: Marco Rossi
Abstract

Il problema degli influssi bizantini costituisce una costante negli studi sulla pittura lombarda del Duecento e del primo Trecento, a partire dal fondamentale volume di Pietro Toesca del 1912 su La pittura e la miniatura in Lombardia, che individuò un primo punto di riferimento nel restauro del mosaico absidale della basilica di S. Ambrogio a Milano, oggi databile alla seconda metà del XIII secolo. Il più deciso ridimensionamento di tali influssi è stato proposto da Miklós Boskovits nel 1989, che ne ha riconosciuto una particolare concentrazione verso gli ultimi decenni del XIII secolo, attribuendoli a una interpretazione veneziana del cosiddetto «neoellenismo bizantino».
Nuove riflessioni sulle opere, attente al contesto storico e a un’imprescindibile valutazione critica, possono consentire ulteriori approfondimenti e aperture, confermando la centralità degli ultimi decenni del XIII secolo, senza sottovalutare al tempo stesso i contemporanei influssi oltralpini dello Zackenstil. In particolare, accanto ai rapporti tra la Lombardia e l’Italia nord-orientale, vanno rilevati quelli con i Luoghi Santi: i primi favorirono una circolazione di cultura figurativa che da Venezia, attraverso Brescia (decorazione della Rotonda), raggiunse Milano (affreschi di S. Maria Rossa di Crescenzago), implicata in alcune occasioni nelle vicende mediterranee; i secondi coinvolsero il problema della circolazione di modelli ‘crociati’ elaborati ad Acri, individuabili in opere come il Crocifisso miniato in un messale delle cattedrali bresciane e quello su tavola della basilica domenicana di S. Eustorgio a Milano, dipinto da un pittore veneto.

PAROLE CHIAVE: Pittura lombarda, Milano, Brescia, Arte crociata.

ENGLISH
A Controversial Problem: Lombardy between ‘Byzantine’ Influences and the European Context

The problem of Byzantine influences constitutes a constant in the studies on Lombard painting of the thirteenth and early fourteenth centuries, starting from the basic book by Pietro Toesca of 1912, La pittura e la miniatura in Lombardia. He identified a first point of reference in the restoration of the apse mosaic of S. Ambrogio basilica in Milan, today datable to the second half of the thirteenth century. The most decisive limitation of Byzantine influences in Lombardy was proposed by Miklós Boskovits in 1989, who recognized their particular concentration in the last decades of the thirteenth century, attributing them to a Venetian interpretation of the so-called «Byzantine Neohellenism».
New reflections on the works, careful to the historical context and to an indispensable critical evaluation, can favor more investigations and openings, confirming the centrality of the last decades of the thirteenth century, but not underestimating at the same time the contemporary influences of the Zackenstil beyond the Alps. In particular, close to the relations between Lombardy and north-eastern Italy, those with the Holy Land should be noted. The first ones favor a circulation of figurative culture that from Venice, through Brescia (decoration of the Rotonda), reaches Milan (frescoes of S. Maria Rossa di Crescenzago), implicated in some occasions in the Mediterranean events. The second ones involve the problem of the circulation of ‘crusader’ models developed in Acri, identified in works such as the Crucifix illuminated in a missal of the Brescian cathedrals and that of the Dominican basilica of S. Eustorgio in Milan, in this case of a Venetian master.

KEYWORDS: Lombard painting, Milan, Brescia, Crusader art.

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