All’origine dell’architettura catalana a Palermo: S. Maria in Baida

Author: Enrico Pizzoli
Abstract

Il monastero di S. Maria degli Angeli in Baida, posto alle pendici del monte Cuccio, poco distante da Palermo, è una delle ultime testimonianze del potere dei Chiaramonte. Fondato nell’ultimo quarto del XIV secolo da Manfredi III Chiaramonte (m. 1391), come riparazione per la distruzione del Castellaccio di Monreale, dipendenza del monastero di S. Martino alle Scale, il cenobio rappresenta il punto di passaggio tra la tradizione architettonica palermitana, più volte definita chiaramontana, e una nuova, frutto di una commistione tra elementi autoctoni e influssi arrivati dal continente, soprattutto dalla penisola iberica. La differenza tra l’architettura prodotta fino ad allora dai Chiaramonte e le novità presenti nel complesso ha fatto pensare in passato che il ruolo del conte di Modica fosse solo quello di finanziatore e che la realizzazione del monastero fosse stata eseguita per volontà dei monaci di S. Martino. Alcuni elementi, precedentemente trascurati, legano invece la struttura a Manfredi III: il cenobio rimase incompiuto dopo la caduta della potente famiglia baronale, la ripetizione dell’arme chiaramontana non può essere considerata come un semplice sigillo esteriore del finanziatore ma, la sua presenza, è una chiara manifestazione della volontà di Manfredi III. Il conte aveva a lungo vissuto nell’ambiente internazionale di Messina ed aveva appoggiato, per convenienza personale, gli Angiò, divenendo ammiraglio della corte napoletana, per poi passare sotto le insegne degli Aragona, entrando in stretti rapporti con il futuro re Martino I (1356-1409). Proprio i contatti che egli aveva con le due corti potrebbero aver influenzato la scelta di stilemi differenti per le strutture del monastero. La struttura presenta alcuni dettagli vicini al convento di S. Maria di Pedralbes, costruito, a partire dal 1327, dalla regina Elisenda Moncada (1292-1364) e con la cappella di S. Martí nella certosa di S. Maria di Valldecrist, costruita nel 1385 da Martino I.

PAROLE CHIAVE: Chiaramonte, Palermo, Spagna, Architettura, Trecento.

ENGLISH
At the origin of Catalan architecture in Palermo: S. Maria in Baida

The S. Maria degli Angeli’s monastery, located on the slopes of Mount Cuccio, near Palermo, is one of the last testimonies of the Chiaramonte’s power. Founded on the last quarter of the 14th century by Manfredi III Chiaramonte († 1391), in compensation for the destruction of the Castellaccio of Monreale, a S. Martino alle Scale dependence, the abbey represents the passage from Palermo’s architectural heritage, also called chiaramontana, to a new tradition made by traditional elements with influences coming from the continent, particularly from the Hiberic peninsula. The differences between the architecture produced by the family of Palermo and innovations showed in the complex the role of Modica’s count was relocated, by some Historians, only to financier and the construction of the monastery was referred to the monks of S. Martino. Some elements, ignored before, relocated the construction of the structure under the will of Manfredi III: the monastery remained uncompleted after the fall of the Chiaramonte’s family, the massive presence of the coat of arms of the family is not an exterior seal of the financier, but the proof of the Manfredi’s will. The count lived for a long time in Messina and he was, for personal advantage, a sustainer of the Anjou becoming Admiral of Neapolitan court, lately he passed under the Aragonese insignia entering into close relations with the future king Martin I (1356-1409). The contacts with the two courts maybe had influenced his decision about the style of the monastery. The structure presents some details closest to Pedralbes monastery, built, from 1327, by the queen Elisenda of Montcada (1292-1364) and the chapel of St. Martí in the St. Mary of Valldecrist charterhouse, built in the 1385 by Martin I.

KEYWORDS: Chiaramonte, Palermo, Spain, Architecture, 14th century.

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