«Hanc veram coronam dabit Christus qui pro eo certabit»: il portale del duomo di Messina

Abstract

L’intervento prende in esame il portale della cattedrale di Messina, l’ultima opera di Antonio Baboccio da Piperno, intrapresa agli inizi degli anni venti del Quattrocento e lasciata incompiuta all’altezza della lunetta verosimilmente per la morte del maestro che aveva all’epoca più di settanta anni. Rispetto ai suoi precedenti napoletani, il portale della cattedrale (1407) e quello della cappella di San Giovanni dei Pappacoda (1415), il portale messinese presenta un programma iconografico molto più ampio e articolato. L’intervento è dedicato a una rilettura di questo programma che porta a qualche modifica nell’identificazione dei soggetti e a una nuova proposta di interpretazione del senso complessivo della decorazione in cui si tenta di mettere in luce un maggiore legame tra le varie parti.

PAROLE CHIAVE: Antonio Baboccio, Messina, Gotico internazionale, Apocalisse.

ENGLISH
«Hanc veram coronam dabit Christus qui pro eo certabit»: the portal of Messina Cathedral

The intervention take into consideration the portal of the cathedral of Messina, the last work by Antonio Baboccio da Piperno, undertaken at the beginning of the 1420s and left unfinished at the height of the lunette probably due to the death of the master he had at the time over seventy years. Compared to its Neapolitan precedents, the portal of the cathedral (1407) and that of the chapel of San Giovanni dei Pappacoda (1415), the Messina portal presents a much broader and more articulated iconographic program. The intervention is dedicated to a re-reading of this program which leads to some changes in the identification of the subjects and to a new proposal of interpretation of the overall sense of the decoration in which an attempt is made to highlight a greater bond between the various elements.

KEYWORDS: Antonio Baboccio, Messina, International Gothic, Revelation.

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