«Giace il Berterado scolpito alla guerriera». Un cavaliere francese sepolto a Montevergine

Author: Anna Maria D’Achille
Abstract

Il contributo prende in esame il sepolcro Lautrec, un tempo nella chiesa abbaziale di Montevergine e oggi nel Museo dell’abbazia. L’opera è costituita da un sarcofago sostenuto da leoni con una copertura a doppio spiovente, sulle cui falde sono raffigurati il visconte Bertrand (m. 1335) e suo figlio Jean, premorto al padre.
Una notizia inedita contenuta nei Registri angioini conferma l’antica tradizione che voleva il visconte sepolto nella cappella della Madonna e la tipologia double-face del sepolcro permette all’autrice di avanzare l’ipotesi di una sua originaria collocazione tra le arcate che separavano la cappella e la navata della chiesa.
Vengono quindi ricostruite le complesse vicende del monumento, documentato per la prima volta nel 1579 in prossimità delle prime due cappelle della navata sinistra, trasferito nel sec. XVII nella cappella del Sacramento e collocato verso la metà del sec. XVIII nel chiostro del monastero. Poco dopo il sepolcro entrò a far parte del museo lapidario istituito nel Santuario dall’abate Matteo Jacuzio (1716-1780) per tornare infine – ma diviso in due parti – nella cappella del Sacramento. Solo nel 1967 esso è stato ricomposto nel Museo dell’abbazia, appena istituito. Grazie all’attenta analisi della documentazione viene individuato sia il momento in cui fu effettuato lo smembramento dell’opera (nonché le ragioni che lo determinarono), sia quando sulle falde della copertura fu invertita la posizione dei due giacenti, un errore che purtroppo permane ancora oggi.
L’indagine autoptica, l’analisi della produzione funeraria del Regno di Napoli tra la fine del XIII e gli inizi del XV secolo, nonché il confronto con due miniature degli Statuti dell’Ordine del Nodo (Parigi, Bnf, fr. 4274) conducono l’autrice a una nuova ipotesi ricostruttiva.
Quanto alla discussa attribuzione dell’opera ci si orienta verso uno scultore pienamente inserito nell’ambiente meridionale e probabilmente attivo nell’ambito di Tino di Camaino.

PAROLE CHIAVE: Scultura funeraria del secolo XIV, Montevergine, Bertrando de Lautrec, Angioini.

ENGLISH
«Giace il Berterado scolpito alla guerriera». A French Knight Buried in Montevergine

This essay examines the Lautrec sepulchre, which used to be in the abbey-church of Montevergine and now kept in the abbey Museum. The artwork is made of a double-gabled sarcophagus supported by two lions; on top of the slopes viscount Bertrand (d. 1335) and his prematurely died son Jean are depicted.
An unpublished record in the Angevin Regi­sters confirms the old tradition that assumed the viscount being buried in the Madonna chapel. In addition, the double-face typology of the tomb allows the author to hypothesize its original location in the arcades between the chapel and the nave of the abbey-church.
The author reconstructed the complicated hi­story of the monument, which was testified for the very first time in 1579 as placed nearby the first two chapels of the left aisle; in the 17th century, it was moved to the Sacrament chapel and, around the half of the 18th century, to the mo­nastery cloister. Later, the sepulchre became part of the lapidary museum set in the Sanctuary by abbot Matteo Jacuzio (1716-1780); finally, after being divided into two parts, it went back to the Sacrament chapel. Only in 1967, it was recomposed in the newly founded abbey Museum.
Thanks to the careful analysis of the documentation, the author could identify the very moments when the artwork was dismantled – and why that happened – and when the original position of the gisants was inverted on top of the cover slopes, causing a mistake that currently still exists.
The direct observation of the monument, the analysis of the funerary sculpture in the Kingdom of Naples between the 13th and the 15th century, together with the comparison of the sepulchre with two illuminations in the Statutes of the Ordine del Nodo (Paris, Bnf, fr. 4274), have led the author to an innovative reconstructive hypothesis.
About the controversial authorship of the artwork, the author trends to attribute its making to a sculptor for sure culturally linked to Sout­hern Italy, probably educated in the sphere of Tino di Camaino.

KEYWORDS: 14th century Funerary Sculpture, Montevergine, Bertrand de Lautrec, Angevins.Gandesa, Miravet, Nebuchadnezzar, Baltazhar, Knights Templar, Gardeny.

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