L’isola e il continente: rinnovamento urbano e produzione artistica a Palermo al tempo dei Chiaramonte

Author: Roberta Cerone
Abstract

Durante l’intero arco del Medioevo, il Mediterraneo ha rappresentato per la Sicilia, e per Palermo in particolare, il veicolo di influssi diversificati. Nel corso del XIV secolo, provengono in particolar modo dal settentrione della Penisola italiana, da Pisa soprattutto e dalla Toscana in generale, quindi da Genova e dalla Liguria. L’azione dei mercanti stranieri non è certo una novità a questa altezza cronologica, ma una presenza consolidata da più di due secoli con comunità di pisani, genovesi e amalfitani che avevano colonizzato differenti zone della città. Rispetto al passato, però, si è modificata la loro gerarchia, con i mercanti toscani che prendono piede rispetto agli altri e soprattutto acquisiscono un ruolo attivo nel governo della città sotto l’ègida dei Chiaramonte.
La nuova élite culturale partecipa attivamente al rinnovamento della città. Finanzia nuove costruzioni, dimore patrizie come il palazzo Cefalà-Oppezzinga e complessi religiosi come il convento di S. Francesco, e commissiona opere d’arte rivolgendosi, però, ad artisti attivi in madrepatria. L’importazione di pitture di ambito toscano – ma anche ligure e in misura minore napoletano – rinnova la scuola locale i cui esiti originali confluiscono alla fine del secolo nel celebre soffitto dello Steri, simbolo della potenza chiaromontana a pochi anni dal suo tramonto.

PAROLE CHIAVE: Sicilia, Pisa, Chiaramonte, Committenza artistica, Rinnovamento urbano.

ENGLISH
The Island and the Continent: Urban Renewal and Artistic Production in Palermo at the Time of Chiaramonte Family

During the entire Middle Ages, the Mediterranean represented for Sicily, and for Palermo in particular, the vehicle of diversified influences. In the 14th century they come in particular from the north of the Italian Peninsula, from Pisa above all and from Tuscany in general, then from Genoa and Liguria.
The role of foreign merchants is certainly not new at this chronology, but a consolidated presence for more than two centuries with communities of Pisans, Genoese and Amalfi who had colonized different areas of the city. Compared to the past, however, their hierarchy has changed, with Tuscan merchants taking root in respect of others and acquiring an active role in the government of the city under the aegis of the Chiaramonte.
The new cultural elite actively participates in the renewal of the city. They finance new buildings, patrician residences such as the Cefalà-Oppezzinga palace and religious complexes such as the convent of S. Francesco, and they commission works of art calling, however, artists active in their homeland. The import of paintings from the Tuscan area – but also from Liguria and to a lesser extent from Neaples – renews the local school, whose original results merge at the end of the century into the famous Steri ceiling, a symbol of Chiaromonte’s power a few years before its sunset.

KEYWORDS: Sicily, Pisa, Chiaramonte, Artistic patronage, Urban renewal.

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